Luoghi troppo vicini da non sembrare veri: racconto di uno stupendo fine settimana partecipando ad un festival di viaggio e avventura

Come mai quando pensiamo di cambiare vita puntiamo lo sguardo dritto verso l’orizzonte?
Immaginiamo luoghi lontani e sconosciuti dove perdersi per poi ricostruire da zero le nostre vite, ricominciare, darci una seconda occasione.
Si perché diciamocelo, viviamo spesso l’insoddisfazione delle nostre vite con un disperato bisogno di evadere, di volare via con un aereo a migliaia di chilometri dai nostri problemi.
Invece in questo articolo voglio spiazzarvi con una scoperta recente.

E se dicessi che ho trovato un mondo a portata di cambiamento dalla vita frenetica proprio nel nostro paese?

Ho appena partecipato a Sulle Strade, un festival sulla letteratura di viaggio e avventura giunto alla seconda edizione.
L’anno scorso capitai in questa piccola cittadina della Valpolicella, Fumane, per una serie di coincidenze, fidandomi del mio istinto che mi spinse a portare il mio libro di esordio, La ragazza che camminava scalza, che all’epoca era un’opera autopubblicata (sarebbe poi nata in quei giorni la forma definitiva della mia casa editrice Nomadistad, avviata qualche mese dopo) lontano da casa e ad una manifestazione al suo esordio.
Insomma un gran bel punto interrogativo.

Fu un successone e grazie alla fiducia e il bellissimo rapporto instaurato con Giorgio Chiavegato, quest’anno siamo potuti tornare con Nomadistad per far conoscere i nostri autori e il nostro progetto.

E qui vi voglio raccontare cosa ho incontrato.

Ripetendo che Fumane è un piccolo borgo di 4000 abitanti circa, pensando all’Italia verrebbe spontaneo il luogo comune di un posto antico, indietro col tempo e quindi nulla di speciale.

Ma sapete cosa fa la differenza in un luogo?
Le persone!

Premetto che in questo momento la mia vita è alquanto frenetica, bella e avventurosa ma a ritmi altissimi. Ritmi che spesso portano a chiudere la giornata molto più che esausto, anche se il gioco vale sempre la candela, ogni giorno.

Quindi questo articolo avrà sicuramente un impatto su persone che vivono una quotidianità simile alla sopra descritta.

Torniamo quindi alle persone.
Per quanto riguarda il festival, a differenza di altre realtà che in questi anni ho vissuto in giro per l’Italia, qui la parola d’ordine è Collaborazione.
Io stesso sono arrivato prima perché avevo il piacere di partecipare all’allestimento e il calore delle persone che mi hanno riconosciuto dall’anno prima è stato qualcosa di emozionante.
Collaborazione appunto, e condivisione di idee, questa è la forza che, nel nostro mondo troppo spesso individualista, rende un evento come Sulle Strade qualcosa di unico.

Ancor più grande della collaborazione è stata l’apertura nei miei confronti di ragazzi semisconosciuti che mi hanno ospitato avendomi visto pochissime volte, mi hanno fatto partecipare alla loro tavola e condividere i loro letti come stessi a casa mia, ma anche meglio!

Perché è vero che la sera fa fresco e ci vuole il piumone per addormentarsi, ma di sicuro il calore che riempe quelle case è indescrivibile. Una connessione speciale.

E allora abbiamo chiacchierato: nei momenti di pausa dal festival, lungo le incredibili sponde del Lago di Garda, nelle sere in casa o fuori ad ammirare panorami mozzafiato in luoghi proibiti circondati dal bosco.
Abbiamo chiacchierato tanto, perché la mia curiosità era troppo forte, avevo fame di conoscere il segreto del loro vivere sereni e sorridenti, con la sensazione di trovarmi di fronte a ragazzi di chissà quale paese così lontano dall’Italia che conosco io.

E sono rimasto sbalordito: ho incontrato persone che dal nulla hanno creato attività complementari che permettono loro di avere basi strategiche come bar da cui fanno partire gite per le montagne con quad, cavalli, biciclette, vespe e quant’altro passi per la mente e allo stesso tempo riescono a sfruttare i periodi freddi e di bassa stagione per guidare viaggi organizzati avventurosi per il mondo.

Ma davvero mi trovo ancora in Italia???

Uno di loro, ridendo, mi risponderebbe che siamo nel ricco Nord-Est, ma io replicherei che ricco è il territorio ad avere loro come ospiti!!!

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2 risposte a “Luoghi troppo vicini da non sembrare veri: racconto di uno stupendo fine settimana partecipando ad un festival di viaggio e avventura”

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